Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere

2 agosto 1980 – I depistaggi non hanno fine

Posted: Settembre 16th, 2020 | Author: | Filed under: News | Tags: , , , , , | No Comments »

Il quartiere Santo Stefano di Bologna, ancora una volta, è teatro di una comparsata fascista. Questa volta si tratta della presentazione del libro “Le verità negate”, una graphic novel revisionista, edita da Ferrogallico,  casa editrice fondata da un ex di Forza Nuova, con cui l’autore Riccardo Pelliccetti, giornalista del Giornale, racconta un’altra “verità” sulla strage del 2 agosto 1980  “che va oltre la verità giudiziaria”, grazie a “documenti che dimostrano come quel 2 agosto a Bologna ci fossero terroristi di ogni genere”.
Tra i relatori Alessandro Pellegrini, uno dei due avvocati di Gilberto Cavallini, l’ex terrorista dei Nar condannato all’ergastolo  per concorso in strage.

La presentazione segue quella già avvenuta la settimana scorsa alla Camera promossa da deputati di Fratelli d’Italia. Siamo prossimi alla sintesi dell’iter procedurale della procura di Bologna sui mandanti della strage, il tassello che manca alla verità che attribuisce la responsabilità della destra eversiva nel disegno e nella realizzazione dell’attentato.

Non arrivano quindi a caso queste presentazioni, così come non è casuale che alcuni deputati di Fratelli d’Italia stiano cercando di dar vita a una nuova commissione Mitrokhin, che, ricordiamo, rispolverava la tesi della fantomatica matrice palestinese della strage di Bologna, segnatamente del rapporto tra il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e il terrorista internazionale Carlos.
Si tratta del disperato tentativo di alzare l’ennesimo polverone, la solita cortina fumogena messa in atto per confondere le acque, per spostare l’attenzione, prassi ben nota sotto il termine “depistaggi”.

Niente di nuovo. Una riflessione, però, merita forse la scelta fatta di puntare su una graphic novel per raccontare una “nuova verità storica” sulla strage di Bologna: il romanzo a fumetti è una forma narrativa autoconlcusiva di facile lettura soprattutto da parte delle nuove generazioni, quelle che hanno meno anticorpi da mettere in campo contro le menzogne fasciste.

Che dire poi della solita sala pubblica concessa in uso dal quartiere Santo Stefano per iniziative di questo genere? La richiesta delle sale è un mero atto amministrativo: è sufficiente essere una qualsiasi associazione iscritta alle Libere Forme Associative del Comune di Bologna, dichiarare l’impegno al rispetto della Costituzione e, in particolare, della XII Disposizione transitoria e finale e relative norme di attuazione (Legge 645/52, cosiddetta Legge Scelba) , che punisce l’apologia di fascismo per ottenere l’uso delle sale pubbliche. Evidentemente non basta. Non ci basta.

 

 

 



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