Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere

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Posted: Giugno 2nd, 2020 | Author: | Filed under: News | Tags: , , , , , | Commenti disabilitati su Avanti Antifa!

Dagli Stati Uniti rimbalzano le notizie di una sollevazione generale senza uguali, dopo la morte di George Floyd per mano poliziotta.

Si fatica a stare dietro agli eventi: centinaia sono le città con cortei, decine quelle dove è imposto il coprifuoco. Se a Minneapolis tredicimila uomini della guardia nazionale starebbero riuscendo a reprimere violentemente la rivolta, altre città si infiammano.

Trump, che minacciava di di sguinzagliare “the most vicious dogs” e i migliori uomini dell’Fbi contro i manifestanti che circondavano la Casa Bianca si è dovuto nascondere nel bunker sotterraneo e da lì via Twitter incitare i suoi alla risposta armata.


Quella in corso negli Stati Uniti è una sollevazione, violenta e nonviolenta, afroamericana e non: profondamente condivisa. Una protesta radicale contro il ripetersi di omicidi di afroamericani da parte delle forze dell’ordine e contro una profonda discriminazione sociale che la pandemia ha ulteriormente accentuato. Un’epidemia che Trump ha negato, quindi ignorato, poi minimizzato in nome dell’imperativo economico, col risultato che degli oltre 100.000 morti che il virus ha provocato gran parte sono neri o ispanici. Una pandemia che colpisce in maniera ineguale in tutti i sensi, che sta condannando quaranta milioni di persone a rimanere senza lavoro e che si sta abbattendo con particolare forza su quelle masse afroamericane che da inizio degli anni Ottanta a oggi hanno visto peggiorare le proprie condizioni di vita.

Come a Watts nel 1965, a Newark e a Detroit nel 1967, a Miami nel 1980, a Los Angeles nel 1992, a Ferguson nel 2015, come e più di allora la comunità afroamericana e i solidali reclamano la fine del razzismo e la giustizia sociale. Ancora una volta “senza illusioni”. Perché la lotta per l’emancipazione e contro il razzismo non sarà mai finita.

Ma oggi il tiranno, il campione del darwinismo sociale e del capitalismo, è nel bunker, e la strada per la giustizia sembra aprirsi.

“Non c’è bisogno di essere neri per sentirsi oltraggiati da questo omicidio” recitava un cartello nelle proteste.

“Volete vivere comodamente e trattarci come animali?”, chiedeva una donna davanti a un commissariato di Minneapolis in fiamme.

Quel ginocchio sul collo di Floyd è un ginocchio sul collo di tutti noi. Vogliamo cominciare a respirare insieme.

Al fianco dei fratelli che occupano le strade.


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